giovedì 9 aprile 2015

Nonni, si chiude un cerchio

Nel momento esatto in cui si viene a conoscenza che si passerà di grado diventando nonni, si compila la domanda per accedere al club dei rincoglioniti.Non c'è niente da fare, è la regola.
Non c'è alternativa, hai nove mesi di tempo per fare la gavetta e diventare nonni rincoglioniti a tutti gli effetti.
Si comincia col prendere la rubrica del telefono e, di buona lena, cominciare le chiamate a parenti ed amici. Si racconta a tutti come hai avuto la notizia, chi ha pianto e quante lacrime ha versato, che aspetto ha la futura mamma, immediatamente comincia anche il toto maschio o femmina........insomma, il delirio.
Nessun futuro nonno o nonna ammetterà mai tutto ciò ma è esattamente quello che succede a tutti.
Finito lo shock iniziale, i futuri nonni cominciano a fare progetti d'acquisto e progetti di vita per il fagiolino in arrivo.
Senza nessun criterio, la sottoscritta comincia a fare piccoli acquisti adorabili, se poi c'è insieme Claudio, ci prende l'euforia e riempiamo le orecchie delle commesse con "Oh mioddio quanto è carino questo camicino!", oppure "Guarda amore, non possiamo non comprare queste scarpettine meravigliose"......contando sempre sulla comprensione delle signorine che ci assistono nei nostri saccheggi.
Una domenica d'autunno, con enorme emozione, apro gli scatoloni gelosamente custoditi che contengono ancora i corredini di Silvio ed Enrico. All'avvenimento invitiamo i futuri genitori, i futuri zii e le future bisnonne.
Ritrovarsi fra le mani i preziosi lenzuolini ricamati a mano da mia mamma, le sue copertine, coprifasce golfettini e scarpine, mi fa venire un groppo in gola, torno indietro di quasi quarant'anni in un colpo solo e ripenso a quanto la futura bisnonna ha lavorato e con quanto amore. Penso anche alla fortuna che questo piccolo fagiolino ha, alla continuità della vita, delle tradizioni e ai ricordi che avvolgeranno questo bimbo o bimba, con tutto il bagaglio di amore che questi panni hanno assorbito dalle mani e dalle braccia di chi li ha fatti e di chi li ha usati, il suo papà ed il suo zio.
La fase successiva, ringraziando Dio, è quella dell'assestamento al ruolo futuro, ci si tranquillizza e per un po' di mesi ci si comporta quasi normalmente, tenendo d'occhio la crescita della pancia, prendendo nota silenziosamente di tutti i cambiamenti che accompagnano i nostri ragazzi durante la gestazione. 
Nel caso di Emanuela, la panciotta cresce armoniosamente, lei è bella, morbida e ha quello sguardo unico nelle mamme in attesa, quello sguardo che nessun uomo avrà mai.
Claudio, da un giorno all'altro, smette di fumare, così, di botto. Ci voleva un nipotino. Ulteriore dimostrazione che il mio rompergli le scatole e non solo quelle per quarant'anni, non è servito assolutamente a nulla! Non per amor mio, non per amore di sé stesso e della sua salute, no. Per questo microscopico esserino ........per lui ne vale la pena. Bene, bravo il nonno!
Attorno al quinto mese, riceviamo la notizia che volevo sentire, è femmina! Dio sia lodato, una bimba in famiglia finalmente, potrò farmi venire la nausea da quanto rosa userò per farle di tutto e di più! A dire il vero, già lo sapevo ma non ufficialmente......ricordo un pomeriggio da noi quando la Manu mi viene vicino e mi dice:" Giancarla, è femmina, lo so, me lo sento", e questo molto prima che lei stessa lo sapesse dall'ecografia!
Silvio in tutto ciò passa in secondo piano, povero figlio, non penso troppo a lui in quel periodo, ora mi dispiace, forse ho mancato come mamma......mah.....un giorno glielo chiederò.
La nostra nipotina si chiamerà Margherita e nascerà verso fine gennaio del 2009.
Come dicevo, di  quei mesi non ho ricordi che non siano legati alla pancia della Manu.
Le feste di Natale ci vedono come sempre tutti insieme, uniti ancora di più da questo miracolo che tutti aspettiamo con ansia.
Un grande scatolone contiene tutto quanto ho fatto per la mia piccola principessa, è un po' come il baule del tesoro....ho trascorso gli ultimi mesi ricamando e cucendo, il nonno ha comprato una bella culla di vimini che io, con il grande aiuto della mia amica Daniela, la mia preziosa vicina di casa, ho rivestito con una bella stoffa rosa, con merletti e pizzi! 
Da dopo le feste, cominciano le mie telefonate giornaliere...come stai? Si muove ancora molto? Ehhhh allora non è pronta....E via così, tutti i giorni.
Pochi giorni prima dell'evento, durante uno dei nostri raid d'acquisto in un negozio Grandi Firme (esclusivamente al reparto neonati!), Claudio si innamora di uno scalda cuore bianco di Dolce e Gabbana, una microscopica nuvola di lana cachemire dal prezzo vergognoso, piccino piccino, preziosissimo. Il nonno Claudio non sente ragione, lo compera e basta. Una delizia per gli occhi e per il tatto! Il golfino è talmente piccolo che lo diamo subito ai ragazzi, l'unica cosa che chiede il nonno è che lo facciano indossare alla piccola Margherita almeno una volta, portandola a casa dalla clinica.
Il 30 gennaio 2009 andiamo ad ascoltare un concerto a teatro, suonano i soliti amici rockettari, Carnielli canta. Ci divertiamo come sempre. Torniamo a casa tardi e verso l'1 e mezza di notte ci infiliamo sotto le coperte.
Suona il telefono.
Salto come un grillo, il tempo di dire pronto e sono già in piedi....è Silvio.....Mamma, ho portato la Manu in clinica ma mi hanno mandato a casa, l'ostetrica che l'ha vista mi ha detto che prima di domani mattina non si muoverà niente.....non mi lasciano nemmeno star lì, lei era tranquilla....ci sentiamo domani mattina!
Le prime lacrime riempiono gli occhi miei e di Claudio....ci siamo quasi, siamo quasi nonni, finalmente vedremo questa bimba che sta cercando di venire al mondo. Lei e la sua mamma cominciano a lavorare insieme per potersi, dopo nove lunghi mesi, sentire, annusare, toccare, baciare.
Col cuore che scoppia dall'emozione ci rimettiamo a letto.Un altro squillo mi sveglia all'improvviso, al momento non capisco nemmeno cos'è, sono completamente intontita....afferro il telefono e guardo l'ora, sono le 3,40 e mia nipote è venuta al mondo.
Sembriamo impazziti noi due, nemmeno un terremoto potente ci avrebbe potuto far uscire di casa più in fretta di così, ci mettiamo in macchina e partiamo per Mestre. Nevica, tutto è immobile e bianco, noi stiamo in silenzio perché non c'è niente da dire, alla prima parola piangeremmo tutti e due, vogliamo solo arrivare il più in fretta possibile dai nostri ragazzi e da Margherita.
Saliamo i gradini a due a due, il cuore che salta nel petto, non sono sentimenti che si possono raccontare, è un vero miracolo, è il tuo futuro che ti viene incontro. Diventare nonni è un gran bell'affare....
Vorrei ricordare esattamente quello che è successo nel momento in cui abbiamo varcato la soglia del reparto, purtroppo i miei ricordi sono confusi perchè troppo grande era l'eccitazione e la felicità. Ci viene incontro Silvio, ovviamente al settimo cielo, arriva poi la Manu, in sedia a rotelle, sorridente e felice, pare appena uscita da un tea con le amiche......ma ha partorito o no?
Margherita la possiamo solo intravedere, le hanno fatto il bagnetto, la visita, l'hanno vestita, e ora è nel nido, ce la fanno vedere attraverso il vetro da lontano, in fondo è piena notte.
Dopo un po', col livello di rincoglionimento a livelli allarmanti, torniamo a casa, con l'accordo di tornare il giorno seguente. Margherita starà in stanza con la sua mamma e la potremo guardare in tutta tranquillità.
Margherita e il nonno festeggiano il loro primo giorno, di vita per lei, di un rapporto d'amore unico per lui.
Nel momento in cui Claudio la prende in braccio per la prima volta, scatta una magia sconosciuta a tutti tranne a loro due e lui consegna alla sua piccolina il suo cuore.
C'è una canzone di Morgan che sembra scritta per loro, si intitola Amore Assurdo e comincia così:

Assurdo cosa accadde
quando ti vidi per la prima volta
portavo un cuore entrando nella stanza
ma uscendo non lo avevo più.......

E' quello che davvero è capitato a Claudio.

Io ho scelto di non prenderla in braccio il primo giorno, ci sarebbe stato tempo dopo, era un momento solo loro, era giusto così.
Margherita con il suo papà, meravigliosi, insieme.
Con la nascita della nostra piccolina, si chiude un cerchio, fatto di grande amore e grandi speranze per il suo futuro.

Con questa immagine chiudo la mia scatola dei ricordi, la polvere è volata via ed i ricordi hanno trovato una loro collocazione nel mio cuore, tutte le caselle sono state riempite ed io sono felice.

mercoledì 25 febbraio 2015

Tutto tranquillo, grazie. Beh, mica tanto.... - 48

Quelli che seguono sono mesi molto  tranquilli, nessun colpo di scena, nessun evento eccezionale, tutto scorre senza grandi intoppi né grosse novità.
Nell'autunno del 2007 vengo casualmente a conoscenza della possibilità di lavorare al centralino della Benetton Group. Faccio domanda alla ditta che ha l'appalto e vengo immediatamente contattata.
Dopo un colloquio con Emma, la titolare, vengo assunta immediatamente.
Perché ho cercato un lavoro? Perché dopo qualche anno di "riposo", non ce la faccio più a stare a casa. Io, abituata da sempre al contatto col pubblico, mi sto rincretinendo di televisione, libri e ricamo a punto croce. Devo darmi una smossa e questa occasione capita a fagiolo!
Comincia così questa mia nuova avventura. Il centralino Benetton ha sede a Villa Minelli, il quartier generale della multinazionale che fa maglie, magliette e maglioni da decenni.
L'impatto è un po' da panico, mi viene dato un manuale bello corposo da studiarmi, dovrò poi impararmi circa 1.500 numeri di interni e vengo affiancata ad una collega, Loretta, gentile, disponibile e paziente. Vengo dotata di "cuffiette" e mi viene mostrato come si svolge il lavoro. Non è semplice, nemmeno un po' ed io temo di far brutta figura osservando le altre colleghe. Sara parla perfettamente francese, spagnolo e naturalmente l'inglese (è lingua madre). Gabriela parla spagnolo e si arrangia con l'inglese, Loretta si arrangia pure lei col tedesco e l'inglese e poi c'è la stronza, stronza per antonomasia, ma io lo capirò col tempo quanto riuscirà ad esserlo. Lei è anche uno dei motivi che mi spingeranno a licenziarmi nel 2010 interrompendo una bella esperienza lavorativa.
Comunque torniamo al centralino. Faccio due giorni di addestramento, poi chiedo a Loretta di farmi provare da sola e da quel momento,  per due anni e mezzo e forse più, mi diverto da morire, lavoro con gioia e naturalmente con tanto impegno. Rispolvero finalmente il mio inglese che non mi deluderà.
Ricevo tantissimi attestati di stima anche da parte di alti dirigenti del Gruppo, conosco all'interno dell'azienda persone splendide che mi daranno tanto anche sotto il profilo umano, e stringo delle amicizie importanti, tra le altre, con le mie amate colleghe (tranne la stronza ovviamente). Ad un certo punto del mio percorso arriva Tania, non ricordo in sostituzione di chi e non ricordo esattamente quando, ma mi ricordo perfettamente il feeling meraviglioso che abbiamo avuto subito, così, di primo impatto.
E' una giovane donna, ha all'incirca l'età di mio figlio Silvio, ha due bimbi, Riccardo e Samuele ed uno splendido compagno di vita, Eddi. Come dicevo, fra noi nasce subito una sintonia incredibile ed è un gran bene, perchè anche lei lavora nel turno mio e della stronza e almeno ci facciamo compagnia io e lei. Con Tania è una gioia lavorare, sempre sorridente e felice, disponibile e simpatica, uno spasso. E' anche molto intelligente e ci confrontiamo in discorsi seri tra una chiamata e l'altra. Si parla di figli, di educazione, del suo impegno nella comunità, delle mie esperienze e, insomma, con lei si passano i pomeriggi senza accorgersene.
Tania è esile, un bellissimo uccellino dagli occhi enormi, dolcissimi. Quando a dicembre 2008 comincia a sentirsi poco bene nessuno si preoccupa, con un bimbo piccolo all'asilo che porta a casa raffreddori, mali di gola e malattie esantematiche, chi si può meravigliare se la mamma sta poco bene così spesso? Però questi continui malesseri durano per tutto il mese, febbriciattole e debolezza.
Arrivano le feste natalizie e cominciamo tutte ad organizzarci anche per il Capodanno. Un paio di giorni prima, Tania ha la febbre ma è, come sempre, allegra e positiva. Le suggerisco caldamente di tornare dal medico. Lei mi risponde che comunque, anche con la febbre, non si perderà la sua festa.
La mattina del 1 gennaio 2010 ricevo la telefonata che mi fa precipitare in una disperazione vera, reale, orribile. Emma, la mia capo, con poche parole rotte dal pianto mi chiede di avvertire tutte le colleghe che Tania è ricoverata in ospedale dalla sera precedente per una forma estremamente aggressiva di leucemia.
Tania lotta come una leonessa per più di due anni e mezzo, non potrà mai più tornare al lavoro, le chemio la distruggono nel fisico ma lei sorride e tiene duro. Passa mesi di seguito all'ospedale, senza poter vedere a abbracciare i suoi bimbi, per poi trascorrere pochi giorni fra le mura di casa sua con i suoi cari e poi tornare in isolamento. In un'occasione riesce a venirci a salutare al lavoro, accompagnata dal suo Eddi, è debolissima, debilitata ma sicura di guarire.
Per due estati di fila convince il suo compagno ad accompagnarla a trovarmi ad agosto, nel 2010 e nel 2011, in occasione di un'importante manifestazione d'artigianato a cui partecipiamo io e Claudio (ma questa è un'altra storia).
Nell'agosto del 2011 non riesce più a camminare e la portano in sedia a rotelle. Credo volesse che ci potessimo abbracciare per l'ultima volta. Poco più di un mese dopo, in ospedale, dice a Eddi che non ce la fa più, gli fa promettere di occuparsi con tutto il suo amore dei loro bambini, gli sorride e chiude i suoi meravigliosi occhi per sempre.
Tania vive nel mio cuore, è nelle lacrime che sto versando scrivendo questa sua storia, è nella stella più luminosa che c'è nel cielo.

Torniamo al 2008, Enrico conosce, lavorando in piscina a Conegliano, quella che dal maggio del 2009 all' aprile del 2013, diventerà sua moglie.
Marika è una ragazza che ha fatto parte della nostra famiglia, che è stata accolta come una figlia e che ci ha davvero amato molto, con sincerità e sensibilità. Purtroppo i loro caratteri non sono così compatibili da poter convivere senza grandi dispiaceri. Si sono divisi volendosi comunque un gran bene e rispettandosi vicendevolmente.
Credo che ci abbiano davvero provato a far funzionare le cose, ma a volte proprio non vanno.
Posso dire che li stimo moltissimo perchè sono la dimostrazione che ci si può comunque voler bene e rispettare anche dopo una separazione.

Dopo quest'altro flashback, torniamo ad una domenica d'inizio estate del 2008
Silvio e la Manu vengono a pranzo, ci devono parlare. ci sono anche Enrico e Marika.
Emanuela da diversi mesi aveva dato le dimissioni dalla polizia giudiziaria a favore di un lavoro d'ufficio, più tranquillo e soprattutto meno pericoloso.
Non riescono a trattenere la loro eccitazione e ci annunciano con una forte emozione che diventeremo nonni a gennaio .........posso svenire perché mi manca quasi il respiro in quel momento. Il futuro nonno comincia a lacrimare ed io balbetto dalla felicità!
Diventiamo nonni!!!

martedì 24 febbraio 2015

Scatole impolverate - Barcellona, febbraio, marzo 2006 - num. 47

Silvio ed Emanuela vivono il loro sogno, hanno un piccolo e vecchio appartamento in affitto a Mestre, in un quartiere tranquillo dove tutti si conoscono. Lo arredano e lo sistemano con amore e cura, è il loro nido.
Lui lavora con grande amore, ha il suo ambulatorio e la sua passione lo premia in breve tempo, arrivano tanti clienti e i suoi pazienti lo amano 
Manu è ancora uno sbirro, gira con le manette e la pistola d'ordinanza, giorno e notte a correre dietro ai cattivi. Lavora per la polizia giudiziaria di Venezia. E' con non poco orgoglio che posso raccontare che ho una nuora che sa mettere al tappeto omoni col triplo del suo peso!
Tanto Silvio è tranquillo, razionale e perfettino, tanto è un'iperattiva lei. Il divano di casa non la conosce quasi. Quando non è di servizio, cucina, e pure molto bene, lava e stira, va a correre al parco e si tiene occupata anche in un consultorio come volontaria.
Ambedue sono del segno del Capricorno, questo fatto non so ancora se mi può tranquillizzare o se mi deve preoccupare......alla peggio si prenderanno a cornate, hanno un carattere molto forte entrambi.
Sono felici, complici e innamorati.
Enrico si è sistemato da noi, lavora in piscina insegnando nuoto a grandi e piccoli, tiene lezioni di aquagym in più di una struttura, facendo innamorare le vecchie signore........ e non solo, e fa massaggi a chi soffre di dolori cervicali o di schiena. E' un professionista serio e preparato.
Dopo tanto tormento lo vediamo sereno e di nuovo pieno di entusiasmo.

Il 2006 si rivela un anno fatto di viaggi e di visite, un meraviglioso carosello di eventi.
Comincia a febbraio con una visita molto a lungo attesa e desiderata......dalla California arrivano per un viaggio in Europa, Valerie e suo marito Barry. Valerie è la mia vecchia amica e collega dai tempi del nostro soggiorno a Stockton in California, ci siamo sempre tenute in contatto, è lei che ci ha raggiunto anche in Pennsylvania l'estate precedente, donna incredibile!!!
Con loro facciamo le doverose gite a Venezia e poi andiamo in Toscana per qualche giorno, loro però si innamorano di Treviso.
Ci godiamo ogni momento fino a quando ci dobbiamo salutare, loro tornano in California e noi ci apprestiamo a goderci la vita!
Viaggiare con RyanAir diventa sempre più divertente, ci organizziamo al meglio con Enrico che si prenderà cura di Fiamma e Camilla e della gatta Schizzo e cominciamo a sfogliare cataloghi......
E' fantastico poter giocare col nostro tempo!
Claudio trova un'offerta imperdibile per Barcellona, l'ultima settimana di febbraio 2006, così festeggeremo il compleanno di Claudio in Catalunia!
Barcellona ci affascina e ci ammalia, l'atmosfera che troviamo ci coinvolge e ci diverte, gli occhi vagano instancabilmente da destra a sinistra, in alto e in basso, ad ogni passo esclamazioni di meraviglia e di felicità.
Barcellona mi fa un grande inestimabile regalo, mi fa conoscere Gaudì e le sue opere......
La Casa Batllò è indubbiamente uno dei capolavori più conosciuti di Antoni Gaudì. Si trova nel centro di Barcellona.
L'artista cominciò ad occuparsi della casa nel 1904 e, negli anni,la rinnovò più volte. Poche linee rette a favore delle molte linee curve, morbide, ovunque mosaici meravigliosi.
Il soffitto è arcuato, segue le linee immaginarie di uno scheletro di drago o forse di dinosauro. Le finestre sono ovali, irregolari, le maniglie delle porte si fondono con le mani che le toccano.
Viviamo un momento magico in un luogo fatato.
Anche nel Parco Guell si respira questa atmosfera fantastica, da favola. Il parco si trova su una collinetta di Barcellona. Qui Gaudì esprime tutta la sua abilità di architetto paesaggista, sfruttando le pendenze in maniera magistrale per adattare i suoi percorsi, caratterizzati da grotte, viadotti, gallerie e terrazze. Il punto centrale è costituito dal grande piazzale sorretto da ben 86 colonne. 


Tutt'intorno al grande piazzale c'è un lungo sedile a forma di serpentina dove si ammirano mosaici fatti con tessere di ceramica dai colori sgargianti.
Che cosa dire della Sagrada Familia?
E' la cattedrale a cui l'artista dedicò tutta la sua vita professionale, dal 1883 al 1926, anno della sua morte. Il suo ambizioso progetto venne eseguito solo in parte ed è ancora in costruzione.

Più volte passeggiamo all'interno della Boqueria, un enorme e meraviglioso mercato interno. Sinceramente credo non vedremo mai più  tali allestimenti  di generi alimentari!



Mangiamo le famose tapas e assaggiamo il prezioso prosciutto patanegra.

Consumiamo le suole delle scarpe, cercando di vedere il più possibile. Noi due insieme, sempre.

Bei ristorantini alla sera.......

Visita doverosa in uno dei locali più famosi per il flamenco, ballerine che nel ballo si trasformano e trasmettono sensualità a gogò, pubblico affascinato dall'atmosfera, dai costumi e dalla magia delle danzatrici.

Salendo fino in cima all'obelisco intitolato a Cristoforo Colombo, la vista mozzafiato mi fa dimenticare che soffro tremendamente di vertigini!



In una giornata tiepida, col sole che ci scalda, ci possiamo concedere una passeggiata in spiaggia, verso Barceloneta. E' un susseguirsi di localini pieni di turisti, sembriamo tutti un po' lucertole in cerca di scaldarci al sole. Ovunque la gente sorride.

Ultima foto di una vacanza bellissima, anche se la sera prima della partenza, mi becco un virus intestinale di quelli brutti, ma così brutti che passo la notte inginocchiata sulla tazza del water e la mattina seguente è un'agonia, il pullman che ci porta in aeroporto mi fa l'effetto di un otto volante dopo aver mangiato cozze avariate, e l'aereo che ci porta a Treviso..........lo lascio alla vostra fantasia.
Ho avuto finali di vacanza migliori.

sabato 6 dicembre 2014

Scatole impolverate - La rottura - num. 46

Se Silvio ed Emanuela sono felici, Enrico e la sua fidanzata non lo sono più da tempo.
Io continuo a pregare perché riescano a stare bene insieme e perché adoro quella figliola. Non voglio vedere, non voglio sentire, praticamente faccio lo struzzo e continuo a fare finta che tutti siano felici.
Claudio no, vede, sente e capisce perfettamente e in più occasioni mi spinge ad affrontare la realtà, non ci riesce.
La seconda settimana di settembre Diana organizza una delle nostre serate canterine, andiamo a cena nell'agriturismo di una nostra collega a Musile di Piave.
Con noi ci sono anche Enrico e Marzia e i nostri "futuri consuoceri", con cui abbiamo un ottimo rapporto e che sembrano totalmente ignari delle nuvole nere che si addensano sulle nostre teste. Io vedo che Enrico è in croce, si agita sulla sedia e mi guarda continuamente......sento che il botto è vicino, ho lo stomaco chiuso e tutto intorno a me diventa confuso....vedo come da distante gli amici che parlano e ridono ma sento solo un brusio confuso, ho voglia di piangere e di gridare ma la mia maschera sta in ordine, al suo posto, nessuno riesce a vedere che cosa c'è sotto.

Ad un certo punto della serata Enrico mi chiede di uscire con lui e mi dice che basta, non ce la fa più, non è più innamorato e sta scoppiando. A me manca il respiro, mi viene un vero e proprio attacco d'ansia, ho il terrore che qualcuno si accorga di quanto sta succedendo fra me e lui perché ancora spero che questo bellissimo vaso di cristallo che si è schiantato al suolo in mille piccoli pezzi, si possa riaggiustare.
Non dimenticherò mai questa foto perché la scattiamo subito prima di avere questo scambio di battute con mio figlio.
Per me la serata finisce così, con la mia maschera pesantissima sul volto. Claudio accetta la cosa in modo forse più fatalistico: se succede è perché doveva ed in ogni caso, meglio ora che dopo...
Io invece non mi rendo conto di quanto nostro figlio stia soffrendo, sono troppo concentrata sul mio dispiacere.
La bomba scoppia pochi giorni dopo, lui la lascia e si trasferisce per un paio di mesi nella casa famiglia dove lavora da qualche tempo come operatore. E' una casa di accoglienza per minorenni senza genitori o con famiglie problematiche.

Enrico prende talmente a cuore questi ragazzini che il suo coinvolgimento emotivo lo porta a stare troppo male. Vede troppe cose terribilmente sbagliate, si rende conto che su quelle povere creature ci sono speculazioni vergognose e quel che è peggio è che capisce che il sistema lo stritolerà. Non c'è niente che smuova le cose, nemmeno una denuncia. Decide di dare le dimissioni e torna a vivere con noi.
Appena torna da noi lo abbraccio stretto e mi rendo conto che mai come ora dobbiamo stargli vicino. 

In tutta onestà Claudio non ha dubbi sulla scelta di Enrico di mettere un punto alla sua storia d'amore. 
Dopo pochi giorni ci arriva a casa Marzia, disperata, arrabbiata, offesa, in lacrime.
Il nostro abbraccio è quello di una mamma e di una figlia, ma è anche un abbraccio di addio, doloroso per tutti ma giusto. 
Comunque Enrico riprende in mano la sua vita, va a lavorare in una piscina con palestra e studia per ottenere un paio di diplomi riconosciuti dallo stato e dal Coni. Gli piace lavorare col pubblico ed è bravissimo, in breve tempo raggiunge obiettivi importanti. Ha sopra ogni cosa ritrovato la sua serenità.
La sua presenza in casa  sconvolge ovviamente il nostro equilibrio e le nostre abitudini.
La nostra bellissima taverna viene smontata e diventa la sua stanza da letto, il suo micro monolocale. Siamo praticamente di nuovo in trasloco! Anche il bucato incrementa in modo esponenziale, di pari passo al carrello della spesa!
Se da una parte non sono così contenta, dall'altra parte devo dire che la sua presenza con  la sua energia e allegria  riempie la casa ed i suoi abbracci mi avvolgono sempre come una copertina calda calda.
Un altro lato positivo è che con lui a casa noi possiamo muoverci molto più liberamente!

Claudio ed io ci facciamo delle bellissime gite a Venezia in quel periodo, e a Roma in giornata. Troviamo dei voli low cost con RyanAir che tutti i mercoledì mattina verso le 7.00 partono da Treviso per Roma, con  ritorno  attorno alle 18.00. Questo ci consente di conoscere con calma e comodo la capitale. Ci andiamo più volte e lì, camminando per la città, ci rilassiamo e abbandoniamo tutti i pensieri tristi.
Spesso con i Carnielli trascorriamo qualche ora la domenica facendo gradevoli passeggiate sulle nostre colline.
Arriviamo a Natale di quest'anno e per la prima volta in tanti anni lo festeggiamo a casa di mio fratello e di mia cognata Barbara con la piccola Federica.
Federica, mia nipote che cresce sotto gli occhi.....è ancora la piccola di casa per tutti.
L'anno finisce, ci sono stati grossi scossoni e ancora grandi cambiamenti, ma la nostra famiglia è più forte di qualsiasi evento contrario.

venerdì 14 novembre 2014

Scatole impolverate - Divento suocera - 45

Al nostro ritorno dagli States siamo vicinissimi al grande evento, Silvio ed Emanuela si sposeranno fra pochi giorni e noi dobbiamo sistemare le ultime cose........vediamo.......niente. 
Non dobbiamo sistemare niente. La mamma dello sposo non ha grandi impegni e non si fa prendere dall'ansia.
Lo sposo convive da mesi e nemmeno a Treviso, abitano a Mestre, quindi a mezz'ora da noi. Questo implica che non avremo parenti e amici a fare un rinfresco a casa nostra. Bene.
I vestiti per tutti sono pronti, acquistati prima di andare in vacanza.
L'unica cosa in cui sono stata coinvolta è stato ordinare e ritirare le bomboniere, fatica zero, problemi invece qualcuno, perché il secondo ordine di bomboniere non è come il primo. La signora del negozio, non trovando più lo stesso articolo, fa una scelta leggermente diversa dalla prima, ma nemmeno lontanamente della stessa qualità. Mi sento quindi in colpa, accidenti.
Un piccolo intoppo purtroppo, che però dispiace moltissimo ai ragazzi.

Lo sposo.
Un figlio che si sposa è un affare importantissimo. La mamma dello sposo vuole essere al top e quindi questa mamma decide di provare l'emozione di andare in un grande atelier di moda e farsi fare un abito speciale. Mi rivolgo a Mario Borsato, so esattamente quello che non voglio, ma non c'è nemmeno bisogno di dirlo.....Carla, la sua meravigliosa assistente, trova velocemente quello che cerco.
Con le mie amiche

Loro dicono che sono i più fighi di tutti. Vi presento la mia mamma e suo fratello Guido.

Con la mia adorata amica Yasmine

Gli amici Possamai

Con i miei figli, in attesa della sposa

Eccola, splendida, radiosa, felice!
Quando parte la musica e tutti gli occhi si rivolgono al grande portone della chiesa, la mia commozione è grande. Manu è meravigliosa, il suo sorriso contagia tutti coloro che la stanno guardando, anche il prete officiante, siamo  tutti testimoni di una felicità talmente tangibile, che vien voglia di ridere di gioia! Non mi è mai capitato prima di oggi di sentire una tale energia carica di felicità ad un matrimonio.
Non è mai facile descrivere i sentimenti e si deve fare molta attenzione nel rispettarli, ma oggi, all'ingresso di questa sposa, siamo tutti, proprio tutti, partecipi alla loro grande gioia ed è bellissimo. Il prete stesso lo dice, non gli capitano spesso sensazioni così forti.
La cerimonia è intensa e toccante, Silvio è così bello, lo vedo così felice che niente può turbarmi, nemmeno la consapevolezza che Enrico e Marzia sono arrivati alla frutta nel loro rapporto, nonostante si sforzino di comportarsi in modo naturale, la tensione si percepisce. Io me ne tengo distante oggi, è il giorno degli sposi e anche, consentitemelo, dei genitori degli sposi!
In una bellissima villa con un parco splendido si svolge il pranzo. Su questo non dico altro perchè voglio solo i ricordi belli.
Sono una suocera a tutti gli effetti, noooo? 

giovedì 6 novembre 2014

Scatole impolverate -Noi e la East Coast - num 44

In questo periodo abbiamo spesso le nostre nipotine a dormire da noi. Hanno la stessa età e sono molto amiche. Federica è la figlia di mio fratello, Gaia è la figlia di Serenella, sorella di Claudio. Per Gaia è uno dei momenti più duri della sua giovanissima vita perché sta affrontando con la mamma e con il suo fratellino Marco, la gravissima malattia del loro papà Giovanni.
A volte capita un'emergenza e mia cognata deve correre a portare suo marito in ospedale a Bologna, Gaia e Marco imparano presto ad avere sempre la cartella pronta e una valigetta con un po' di cambi. Gaia viene volentieri da noi se sa che può esserci anche Federica, insieme chiacchierano per gran parte della notte. Hanno 11 anni.


Chissà se si ricordano delle colazioni preparate dallo zio Claudio! Vengono per il fine settimana e io mi metto in mezzo a loro sul divano letto in taverna e insieme ci guardiamo Amici di Maria De Filippi. Gaia decide che da grande farà la cantante e ogni tanto mi chiede se e quando parteciperà al programma, io andrò a fare il tifo per lei?
Nonostante sia passato un anno da quando abbiamo lasciato l'azienda a Jesolo, a giugno facciamo un'ultima sortita per controllare alcune cose
Sorridiamo in questa foto, davanti al mio laboratorio di trasformazione dove marmellate, salse e verdure sott'olio riempivano gli scaffali, ma ci prende prepotente una profonda tristezza, vedere l'abbandono totale in cui versano tutti i locali, ci fa stringere il cuore e ci fa venir voglia di scappare di là il prima possibile e di non tornarci mai più.

Un altro fine settimana di giugno scappiamo anche a Pavia, da Mario e Cristina e con loro andiamo a uno dei famosi incontri degli ex morosiniani nella casa di campagna di Corrado, a destra in piedi, nelle colline piemontesi.
I "ragazzi" non si vedono da alcuni anni tutti insieme e la festa è grande, una domenica indimenticabile con amici che purtroppo vediamo troppo poco.
Con Diana, durante una delle belle serate estive che trascorriamo insieme.

Finalmente, dopo alcuni anni, riusciamo a tornare negli Stati Uniti e questa volta decidiamo di visitare la East Coast, partendo dalla Pennsylvania, esattamente da Allentown, una cittadina immersa nel verde, dove vivono Maria Grazia e Howard. Lei è prima cugina di mamma, durante la liberazione dell'Italia da parte degli americani, incontra questo affascinante militare a Firenze dove lei vive e si innamorano perdutamente. Lei parla perfettamente l'inglese, lo ha studiato, e quindi non c'è nemmeno lo scoglio della lingua a dividerli. Vivono un sogno d'amore in un paese distrutto dalla guerra.
Sono sposati da allora e lei ha sempre vissuto con il suo Howard in America.
Lei e mamma sono sempre state molto legate e fra di loro si è sempre mantenuto un grande rapporto d'affetto. Finalmente  Claudio ed io abbiamo l'occasione di andarli a trovare.
Quanto li amo! Sono la copia carbone di mamma e papà.....lui ha una venerazione per lei e lei non fa un passo se lui non le è accanto. Sono persone meravigliose. Stare vicina a Howard è quasi come avere vicino il mio papà, con la stessa dolcezza negli occhi e lo stesso atteggiamento di devozione per la famiglia.
Restiamo senza parole dalla loro accoglienza, siamo davvero a casa.
Se Howard mi fa sentire meno la mancanza di papà, Maria Grazia mi conquista completamente il cuore e diventa un punto di riferimento importantissimo nella mia vita, da quel momento in poi, ho una seconda mamma.
Dopo esserci sistemati in casa e aver trascorso qualche giorno nella quiete del loro quartiere, affittiamo una macchina e cominciamo la nostra scoperta di questa parte dell' America che non conosciamo.
Partendo da Allentown ci dirigiamo a sud, entriamo in Maryland e arriviamo a Washington D.C.
Washington D.C. ci affascina in modo particolare, si respira storia ad ogni passo, ci  sono i palazzi del potere ma soprattutto i memorials che ci lasciano senza parole per la loro potenza emotiva. In alcuni momenti non riusciamo nemmeno a parlare per il groppo che sentiamo in gola.
Il memorial dedicato al Presidente F.D. Roosvelt è quello che ci commuove di più per le sue dichiarazioni scolpite sulla roccia lungo tutto il percorso. Credo sia in effetti il più grande.
Non voglio dilungarmi sul racconto degli altri memorials perchè lo farò in seguito, durante i viaggi successivi.
Da Washington D.C. si passa il ponte maestoso sul fiume Potomac e si entra ad Arlington, in Virginia.
Arlington è tristemente famosa perché ospita il National Cemetery dove riposano i corpi dei militari americani morti in tutte le guerre.
Da quando entriamo a quando usciamo, almeno un paio d'ore dopo, Claudio ed io non proferiamo parola tanto profonda è la commozione che ci prende e che tiene i cuori chiusi in una morsa.
Soltanto chi c'è stato può capire.
Sono convinta che nessun paese onori i propri morti come fa l'America.

Questo è uno dei momenti più toccanti, la cerimonia del cambio della guardia al Milite Ignoto. E' un momento di grande coinvolgimento emotivo e di grandissima commozione.

Proseguiamo il nostro viaggio verso sud, vogliamo arrivare alla Chesapeake Bay. C'è un perché a questa nostra curiosità.
Negli anni 80 avevamo letto un libro, La Baia, di James Michener, che narra la vita attorno a questa baia meravigliosa da quando i primi indigeni creano i loro primi accampamenti. Nei secoli le storie di tutti i protagonisti evolvono e cambiano. ma la baia rimane intonsa con le sue oche, i suoi gamberi e i suoi granchi che la popolano.
Quando nella programmazione del nostro viaggio ci rendiamo conto che è raggiungibile, decidiamo che andremo assolutamente a scoprirla.
Quello che davvero temo è la delusione perché noi ci siamo fatti un nostro film su questo posto e chissà quello che vedremo......
Lungo la strada ci fermiamo a Williamsburg, sempre in Virginia. E' una cittadina che vive in costume dell'epoca coloniale, è stata la cittadina dove è nata la rivoluzione americana. E' ovvio che la cittadina è un'attrazione turistica, è comunque molto carina.

Questi gentili comparse hanno acconsentito a fare una foto con me.
Continuiamo verso sud, raggiungiamo Norfolk, sede della più importante sede navale militare degli Stati Uniti. Sarebbe bello visitarla ma, non essendo accompagnati, non ci viene concesso.
Riusciamo ad intravedere appena appena le navi in rada da lontano.
Ora affrontiamo un ponte che fa davvero venire i brividi, il Chesapeake Bay Bridge-Tunnel, lungo ben 37 km, che si sviluppa sott'acqua e sopra, a intervalli. Ci sono 4 isole artificiali che sostengono le parti esterne. Quando ci si inabissa vi garantisco che l'inquietudine aggredisce anche i cuori più coraggiosi.
Alla fine raggiungiamo la riva opposta, la East Shore, siamo sempre in Virginia e abbiamo una meta precisa. 
Ripartiamo verso nord per raggiungere il Maryland e le città conosciute nel libro.
Arriviamo finalmente a Cambridge, un luogo preso a prestito da un film o appunto da un romanzo. Strade silenziose in quartieri di vecchia eleganza, vecchie case ben mantenute e bellissime ville antiche, giardini che degradano verso l'acqua silenziosa della Chesapeak Bay con il manto erboso perfetto e tanti fiori. C'è un silenzio che parla di tranquillità e di serenità. 
Incontriamo vecchie signore in abiti un po' retrò, stanno portando torte alla Parrocchia per una raccolta fondi. Ci invitano, sono irresistibili.
Ci godiamo ogni minuto di questa tappa. 
Proseguiamo fino ad arrivare alla cittadina di Oxford e poi St. Michael, con tutte le case bianche e azzurre, con i pescatori di gamberi e di granchi che lavorano sulle loro barche. Ci sono piccoli negozi, piccole gallerie d'arte e piccoli ristoranti.  
Ci innamoriamo di questi luoghi perchè il turismo di massa non li conosce quasi e i turisti locali sfiorano con amore queste località.
Un'altra presenza simpatica e rispettata dai locali è data dalle famose oche, bellissime, regali nel loro passeggiare sulle strade cittadine piuttosto che nei giardini e nelle zone paludose della baia.
Sono le vere padrone di casa e ci accolgono quasi con sussiego quando si accorgono della nostra curiosità.

Risaliamo in macchina, stiamo tornando finalmente dai nostri cari cugini in Pennsylvania, di strada ci fermiamo però a New Castle in Delaware, una piccola e antica cittadina dove ha sede il primo municipio degli Stati uniti d'America. Anche qui è un sogno, le stradine sono ancora acciottolate e niente di vecchio è stato abbattuto per fare spazio a moderne mostruosità.
Mi riservo di raccontare molto di più su questi luoghi storici in seguito.
Il nostro rientro ad Allentown è accolto come un evento, rimaniamo increduli dall'ospitalità e dall'affetto sincero che ci viene dimostrato da Maria Grazia e Howard e dai loro figli.
Una bellissima sorpresa ce la fanno accompagnandoci ad Atlantic City, la Las Vegas della costa orientale degli States.
Questa è la famosa passeggiata di legno, da una parte l'Oceano Atlantico, dall'altra una serie infinita di Casinò. Noi non siamo amanti del gioco in generale ma è impossibile non divertirsi in questi posti incredibili.
Eccoci tutti insieme .

Un altro sorprendente regalo me lo fanno Maria Grazia e Valerie, la mia vecchia e cara amica californiana, collega di lavoro, che, saputo che eravamo in America, decide di prendere un aereo e venirci a trovare per passare qualche giorno con noi. Io sono così felice che non sto più nella pelle.
Maria è subito pronta a trovare una sistemazione per la notte a casa loro anche per la mia amica, ma  io e Claudio decidiamo che andremo in hotel per il tempo che si fermerà con noi Valerie. Con la sua benedizione prenotiamo una sola camera da letto con due letti matrimoniali.
Quanto ci divertiamo insieme, non si può descrivere. Con un caldo d'inferno andiamo a New York e poi a Philadelpia. Sucessivamente andiamo a Lancaster dove vivono gli Amish e con mia grande sorpresa, troviamo un vecchio signore che accetta di farsi una foto con noi.
Gli amish non si fanno mai fotografare, vivono senza elettricità, non usano le auto, le donne vestono con lunghi camicioni e cuffie in testa. Sono ovviamente una curiosità.

C'è comunque un quartiere esclusivamente turistico dove si possono acquistare i loro prodotti, mangiare e ascoltare buona musica......e forse quel vecchio signore è solo un figurante per accontentare chi vuole la foto ricordo.....mah!!!
Anche di loro comunque parlerò molto più dettagliatamente in seguito.
Al nostro rientro ad Allentown, Maria Grazia prepara una cena eccezionale per far festa a Valerie, cucina tanti piatti, cibi squisiti e abbondanti, prepara una splendida tavola con i piatti più belli e organizza una festa davvero speciale.
Sappiamo che sarà molto molto difficile per noi ricambiare tutto quanto loro stanno facendo, per rendere questi giorni indimenticabili.


La nostra è una lunga vacanza, stiamo negli States per tre settimane, poi dobbiamo tornare per il matrimonio di nostro figlio!

Purtroppo in questi giorni arrivano notizie sconfortanti da Enrico, nuvole sempre più nere si addensano sul suo rapporto d'amore, che di amore non ha più molto. Lui è affranto e combattuto ma deciso a chiudere.
Con grande egoismo gli chiedo tuttavia di non prendere nessuna decisione di quel tipo fino a dopo il matrimonio di suo fratello. Lo so, è orribile, ma credo di avere il diritto di godermi quel momento unico in tutta serenità. Riesco a chiudere i brutti pensieri in una scatola ermetica, voglio essere felice , punto.
Lui acconsente ed io continuo così a sperare che le cose si aggiusteranno......


Ci avanzano un po' di giorni ancora e decidiamo quindi di proseguire la nostra scoperta di questa parte di America che ci sta ammaliando e non poco.

Partiamo nuovamente, direzione est, verso Cape Code in Massachusset.
Lasciamo la Pennsylvania, tocchiamo velocemente il New Jersey e lo Stato di N. Y., entriamo in Connecticut e ci fermiamo a Mystic, una graziosa cittadina dove facciamo una lunga passeggiata. Il pernottamento  ci viene regalato da Roberto, figlio di Howard e Maria.
Il mattino seguente raggiungiamo lo stato di Rhode Island e facciamo sosta a Providence, bellissima e storica città. Facciamo un bel giro organizzato in pullman e passiamo la notte lì.
E' agosto, un caldo impressionante e afoso ed è venerdì, l'inizio di un affollato week end sulle strade americane che portano alle spiagge......
Dopo code infinite arriviamo in Massachusetts e prendiamo la strada per Cape Code. Ho una guida turistica con un B&B che mi ispira, si trova ad Hyannis e si chiama Saltwinds.
Quando arriviamo ci accoglie una sorridente signora che ci spiega che purtroppo non hanno posto e che difficilmente troveremo un alloggio. Si rende subito disponibile a cercare un'alternativa e così ci indirizza in un altro B&B. 
Non contenta, si offre di portarci a fare un giretto lì intorno e ci carica in macchina. 
Ci accompagna sopra un'altura che ci consente di avere un panorama mozzafiato, dietro di noi la tenuta di una dei Kennedy.
Ci ripromettiamo di tornare a trovare questa fantastica signora, un giorno o l'altro capiterà.
Passiamo la notte quindi in un altro B&B, The Bursley Manor, molto più elegante, è una vecchia casa meravigliosa, in mezzo al bosco.
La nostra bellissima camera
La mattina seguente troviamo una colazione degna di un re, servita su di una tavola preparata con estrema cura. Il conto è salato, ma ogni dollaro è stato ben speso.
Passiamo il fine settimana così, girovagando in questa parte d'America dove i magnati dell'industria e i politici che affollano le aule del Congresso hanno le loro case di campagna e le loro barche.
Ci colpisce la sobrietà di questa classe dirigente. Sono considerazioni che fanno riflettere.
Ritorniamo ad Allentown per trascorrere gli ultimi due giorni con la nostra famiglia americana, partiamo tra lacrime di commozione e sentimento di grande riconoscenza, con la promessa di rivederci presto.
Saliamo in aereo felici, con un bagaglio di esperienze notevoli, con un amore ancor più forte per gli Stati Uniti.

Un matrimonio ci attende a casa.